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Elisa Mocci

L'Agnata di De Andrè: LA SCELTA DELLA LOCATION: POETICA DI UN LUOGO

La poesia di un luogo la puoi percepire, anche ad occhi chiusi, mentre cammini e per un attimo ti fermi ad ascoltare.

Mi è capitato di provarla poche volte, durante questi anni, mentre visitavo da sola o con gli sposi delle location per matrimonio durante le “site ispection”, come amiamo chiamarle noi del settore.

Non dipende dalla bellezza oggettiva di un luogo, am credo più dalla storia che racconta, da quanto il passato sia permeato tra le mura o l’aria di quel posto, quanto fa capolino in un presente che ha necessità di raccontare un’altra storia. Quella degli sposi che la scelgono, appunto.

Ho sempre amato l’idea che i luoghi debbano raccontare, anche da soli, qualcosa. Per quello mi appassiono alle storie (e alle coppie) che non scelgono a caso, che hanno un perchè.

Nei miei matrimoni credo si possa leggere tra le righe dei luoghi, non sono mai uguali a se stessi, e credo sia una caratteristica che -se a un primo sguardo potrebbe sembrare povera di identità stilistica per un brand da Wedding Designer- ad uno sguardo più attento è il cuore e l’anima di chi sono e della mia firma.

Ho insegnato al mio Team -e sono orgogliosa di quanto anche le mie designer Silvia ed Emma-Elisa lo vivano fortemente-  a lasciarsi guidare dal luogo, a rispettarlo nel design e negli allestimenti, a “sentirlo”. Silvia, nella sua tesi “ISOLE”, ha toccato profondamente le corde del rapporto tra uomo e natura.

Antonio Sotgiu, uno dei nostri più talentuosi Wedding Staffers, ne ha fatto una filosofia di vita e di lavoro, portando avanti da architetto una serie di progetti che riportano l’uomo alla sua terra, in una stretta relazione tra persone, paesaggio e memoria.

{se siete curiosi, www.habitarelatos.com}

Per la prima volta, quando siamo arrivati a l’Agnata, ai piedi del monte Limbara, per accompagnare la coppia di sposi R+R, ho sentito che questo luogo voleva comunicarmi qualcosa.

 

 

Lo ricordo bene anche perché era il mio compleanno, l’8 settembre. Eravamo arrivati trafelati per un posto di blocco sulla strada inaspettato, e a maggior ragione, l’energia sprigionata da quel luogo, appena scesi dall’auto, ci arrivò fortissima. Tanto da dover riprendere fiato.

L’Agnata è satura della storia del suo fondatore, Fabrizio De Andrè. “Agnata” significa, in gallurese, angolo. Era il suo angolo di mondo, un casale nascosto nella montagna, con le pareti in pietra celate dalla vite canadese.

“La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso.” F.De Andrè

 

L’isolamento, il silenzio, la natura che parla, il verde che satura ogni altro colore. Anche il cielo è più distante.

La casa sembra adattarsi alle abitudini di chi la vive. “Il gallo” racconta Dori Ghezzi “aveva iniziato a cantare a mezzogiorno”, adattandosi alle abitudini del cantautore. Dori, che non ho ancora avuto il piacere di conoscere ma che mi viene raccontata come una persona generosa, ha lasciato che le cose, le storie, le stanze del suo amore potessero essere condivise.

La stanza “degli sposi”, non molto lo sanno ma è la stanza dalla quale fu rapito Fabrizio. Eppure, al suo interno si repira pace. Lui stesso è tornato immediatamente a dormire al suo interno. Insieme alla sua chitarra, ancora li, in un angolo, sotto la finestra. Forse è proprio quella chitarra la memoria più forte, forse il silenzio, dopo la musica.

L’Agnata non è una location da matrimoni in Sardegna. Non vuole esserlo, ed  parte del suo fascino. È bellissima e ostile, logisticamente complessa (i telefoni non hanno campo per almeno 10 km). Ma lo diventa solo per chi sa ascoltare ed è disposto a lasciarsi ospitare.

R+R, ovviamente, scelsero questo luogo incantevole, una storia che vi racconto attraverso queste immagini.

R+R | An enchanted garden (coming soon)

R+R | Wedding Backstage preview

Io, dopo tanto vagare, andai via con la certezza che quello sarebbe stato il luogo che avrebbe ospitato anche la mia, di storia d’amore, poco più di un anno dopo.

Elisa + Stefano | A GAME OF THRONES INSPIRED FOREST WEDDING

Photo courtesy: Antonio Patta

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