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Elisa Mocci

OLTRE I LUOGHI, OLTRE IL TEMPO – FOLK ELOPEMENT IN SARDINIA

Esiste un luogo in Sardegna dove il tempo si è fermato.

Ma i luoghi continuano a raccontare sottovoce la storia della Sardegna; una storia fatta di forza, di tradizione, di paesi abbandonati che rivivono solo durante i riti pagani, di vecchie rovine che guardano verso l’orizzonte e di torri disperse in mezzo a due mari. I nuovi “artigiani” danno voce all’isola; quali tenendo in vita mestieri antichissimi, quali ispirandosi alla tradizione per dare vita a nuove concezioni stilistiche.

La “fuga d’amore” (a folk elopement) di Antonio e Adriana è rappresentata da una corsa in libertà nella stradine di un paese quasi fantasma, che si anima solo nel giorno di festa di San Salvatore, nel quale i devoti riportano il simulacro del santo al suo santuario a piedi nudi, nella “corsa degli scalzi”.
I due amati si incontrano all’alba per una colazione intima nella via principale del paese, scambiandosi reciprocamente la promessa d’amore.

 

Ritroviamo antiche tradizioni come la vestizione della sposa, che si trasforma in uno scambio delicato e privato tra i due sposi, attraverso gioielli e filigrane, amuleti e abiti che reinterpretano in chiave contemporanea il passato.
Come sottoveste, il primo abito richiama lo scialle sardo, tipicamente conosciuto per le lunghe e leggere frange. L’abito da cerimonia invece si arricchisce di pizzi e trame pregiate. Anche l’uomo sardo sposa la tradizione con modernità, portando l’abito fuori dal folklore e restituendogli dignità e fascino attraverso una nuova connotazione sartoriale, dai tessuti in velluto ed orbace, a dettagli inusuali come i “gambali”.

Lo scambio di doni sancisce la promessa di matrimonio, in cui il gioiello diviene simbolo dell’alleanza e del vincolo. È nella tradizione che il fidanzato lo doni alla futura sposa, per invocarne la grazia e per esorcizzare le forze del male;

[Nel passato, infatti, i gioielli avevano molti significati e le donne sarde li conservavano e tramandavano di generazione in generazione come oggetti sacri e preziosi. Per ritrovare il significato più segreto dei gioielli sardi (prendas) bisogna risalire alle origini del mito che racconta di fate che, nelle loro case incantate(Domus de Janas), tessevano fili d’oro e d’argento. Nei tempi antichi il gioiello aveva infatti la funzione di medium tra l’uomo e gli dei.]

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Cesti, ricami, tappeti, suppellettili e wild flowers fanno da cornice ad uno scenario mozzafiato che da solo vale il viaggio; sul promontorio di San Giovanni di Sinis Antonio e Adriana si promettono amore eterno.
Questo viaggio si conclude ai piedi delle colonne di Tharros, costruite sopra le rovine di un luogo che ospitò, nell’antichità, uno dei primissimi villaggi nuragici dell’età del bronzo.

 

 

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Directed by Silvia Mocci for @elisa_mocci_events

Concept + Styling Allestimenti – Elisa Mocci Events
Foto – Jana Stening
Video – Frame 25 Studio
Gli amati –  Antonio Sotgiu + Adriana
Abiti donna – Elisabetta Delogu
Abito Uomo e accessori – Bagella dal 1932
Acconciatura – Sexy in the City
Make-up – Sarah Alfonso
Gioielli – Rocca Prendas
Fiori – Fioreria Daisy
Mise en place & Food – Montiblu
Cartacei –  Rossella Manganelli
Torta –  Carola’s Bakery

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