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Elisa Mocci

REAL WEDDING | A gipsy glamorous wedding in Costa Smeralda, Sardegna

Ci sono eventi che ti sorprendono, nei quali ti aspetti una cosa e ne accade un’altra.

Solitamente quando disegno e progetto un matrimonio in Sardegna ho un’idea molto precisa della sposa, dei sui gusti, dell’atmosfera da creare… in questo caso mi sono ritrovata a scoprire, solo durante l’evento, di aver davanti un altro tipo di “carattere”, e di dover – in corso d’opera – cercare di trasferire quel carattere all’intero evento.

Immaginavo, dai pochi e veloci Skype fatti durante i mesi precedenti, che la sposa, Australiana, fosse un filo timida, anche a tratti impacciata. Le scelte stilistiche erano state estremamente raffinate e di pregio: dall’abito realizzato su misura alla totale condivisione del progetto: un flower design naturale e moderno, inserti geometrici, con l’uso di metalli e trasparenze. Nei miei progetti, il titolo di questo design era “Natural Elegance”.

Ma nel momento in cui sono arrivata a bussare alla stanza della sposa, ho dovuto rielaborare tutto ciò che mi ero immaginata di fronte ad una realtà “Crazy Funny”! Una miriade di parenti Australiani, Italo-australiani e Australo-albanesi affollavano la stanza iniziando i festeggiamenti dalla mattina. Un caos indicibile nel quale truccatori, parrucchieri, fotografi e videografi erano solo una minima parte della naturale confusione pre-wedding. Il design era si importante, ma molto di più lo sarebbe stato il divertimento!

Ci sono eventi nei quali sembra accadere tutto e il contrario di tutto. Nei quali il meteo proprio non aiuta, e dopo aver costruito su misura la struttura per la copertura della cena, realizzato su misura tutti i tendaggi, si alza un vento talmente forte (nel caso di organizzazione eventi in Sardegna non è così raro) da temere, fino all’ultimo momento, che possa volar via da un momento all’altro.

Ed è proprio in quei momenti critici che si vede la stoffa di un Wedding Planner e, soprattutto, del suo Wedding Staff imbattibile… e così abbiamo dato fondo a tutte le forze rimaste a fine stagione, trovando soluzioni alternative ad ogni problema che ci si presentava davanti. La struttura rischia di volare? La spostiamo – sollevandola in otto persone – e ruotiamo fino a trovare il punto che faccia meno vela. L’abbiamo letteralmente inchiodata al pavimento. Abbiamo avvolto i tessuti in grandi matasse fino all’ultimo, e li abbiamo poi sciolti durante la cerimonia, sperando che il vento, nel tardo pomeriggio, calasse.

Guardavamo con il cuore in gola quel gazebo della cerimonia realizzato con un legno pesantissimo, che ondeggiava come se fosse pronto a finire in mare da un momento all’altro, con due Staffers a dieci metri pronti a balzare in avanti e sorreggerlo.

E loro ridevano, gli sposi. Laddove un’altra coppia sarebbe andata in totale panico, loro ridevano di gusto. Non so se per il vento che li spingeva e annodava in continuazione il velo lunghissimo di Laura, o perché dopo quindici minuti di cerimonia ancora il papà della sposa era li accanto a lei e non aveva capito di doversi sedere. Lui teneva il suo sigaro nel taschino della giacca e faceva l’occhiolino ai testimoni, scambiandosi sguardi compiaciuti.

Abbiamo inventato un Photobooth all’ultimo minuto, trasformandolo affinché potesse essere il più coinvolgente possibile. Gli speeches -ovviamente- non rispettavano un ordine ma venivano come venivano, tra scherzi e sorprese ed ilarità generale e ospiti che sparivano e dovevano essere inseguiti per poter andare avanti. Il Dj si ritrovò inaspettatamente ad avere una playlist di musica techno sulla quale, incredibilmente, tutti ballavano scatenatissimi.

Non abbiamo fatto praticamente nulla di ciò che immaginavo per questo matrimonio o che era stato programmato nel planning, ma alla fine… importava davvero? Loro erano felici di poter essere sorprendenti, anche con me. E mentre lo sposo si inventava cose inimmaginabili dicendomi “questo non te lo aspettavi!?”, cose che fino a qualche anno fa mi avrebbero messo in crisi si rivelavano invece episodi destinati a divenire leggenda nei racconti di Elisa Mocci Events.

  • non ho ancora capito come si chiamino davvero gli sposi. Seriamente, tra di loro si chiamavano con altri nomi.
  • ho imparato che nel contratto devo specificare che tipo di cerimonia si svolgerà. Per quanto fosse specificato ovunque e altrove, non era evidentemente abbastanza chiaro che “symbolic” non vuol dire “legally”.
  • c’è qualcuno che balla la techno ai matrimoni, e con grande gusto!
  • altre cose fantastiche non le potrò raccontare in questa sede, ma i prossimi corsisti della mia Academy avranno dei fantastici Case studies sui quali applicarsi!

Ciò che ho imparato da questo matrimonio, e che alla fine è la base dell’esperienza del destination wedding planner, è che tutti siamo diversi, e che la felicità, alla fine, è essere se stessi e stare bene con chi ci ama per come siamo. Anche se un po’ folli.

 

L+K – A GIPSY GLAMOROUS WEDDING IN COSTA SMERALDA | Sardinia, designed by Elisa Mocci Events – Luxury Wedding Planning & Design in Baja Sardinia.

A special thanks to Mrs. Paola Mancini, for L’Ea Bianca Luxury Resort.
Photo Antonio Patta | Videographer Alberto D’aria
Flowers Fioreria Daisy | Dj Igino Coni | Rentals Kaos Lab | Makeup Valeria Boncoraglio | Cake Pasticceria Eden 

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